• Biodinamico

    Le Origini dell’Agricoltura Biodinamica

    Agricoltura biodinamica

    Ideatore del metodo biodinamico è Rudolf Steiner, filosofo austriaco fondatore dell’Antroposofia. Secondo tale disciplina piuttosto complessa, l’uomo possiede la capacità di conoscere in modo autonomo la realtà soprasensibile. Prendendo coscienza di sé, è possibile sperimentare i propri legami col mondo dello spirito. A partire da questa rivalutazione dell’uomo, Steiner crea un collegamento tra le varie scienze umane, interessandosi nel corso dei suoi studi delle discipline più disparate: dall’arte alla medicina, dalla pedagogia all’economia, e persino dell’agricoltura.

    Secondo Steiner la materia è animata da poteri terreni e astrali, e pertanto un buon rendimento del raccolto può essere mantenuto soltanto rispettando l’equilibrio della terra con il cosmo e le forze della natura.

    Interessati alle sue teorie, negli anni Venti, alcuni agricoltori tedeschi chiedono suggerimenti per migliorare il rendimento dei propri terreni e mantenere gli animali allevati in buona salute.

    Nel 1924, con un ciclo di otto conferenze, Steiner illustra i principi di un nuovo metodo di coltivazione, che mira innanzi tutto a rispettare la salute della terra, a potenziarne il rendimento senza l’uso di sostanze nocive, al fine di ottenere prodotti migliori dal punto di vista qualitativo.
    Il metodo di Steiner prende il nome di “biodinamica”. Si tratta infatti di mantenere e stimolare l’attività biologica del terreno, “dinamizzandola” tramite apporto di sostanze benefiche e l’operato delle forze cosmiche.

    Su cosa si basa l’Agricoltura Biodinamica?

    Ecco illustrati alcuni concetti basilari dell’agricoltura biodinamica:

    Autosufficienza e autoproduzione aziendale.

    Secondo Steiner l’azienda agricola deve essere un ecosistema indipendente. In questo modo l’azienda biologica ha il potere e il controllo sull’equilibrio degli organismi all’interno dell’ecosistema:

    • terreno
    • prodotti
    • animali
    • uomo

    Rigorosamente di produzione autonoma devono essere i componenti necessari al suo mantenimento:

    • concimi
    • mangimi
    • fertilizzanti

    Salute del terreno.

    E’ una questione fondamentale per avere abbondanti prodotti biologici di qualità.

    Steiner dopo decenni di studi fornisce agli agricoltori tutte le informazioni necessarie a debellare malattie, erbe infestanti, parassiti etc… E’ importante comunque il mantenimento dei microrganismi presenti nel terreno naturalmente.

    Rifiuto dei concimi di sintesi

    Questi concimi ostacolano la regolazione naturale della terra e impediscono l’apporto di elementi importanti. Inoltre aumentano la probabilità di sviluppo batterico nocivo. Invece di utilizzare concimi chimici si utilizza il compost, il concime naturale che restituisce al terreno, acqua, resti di frutta e verdura, calcio e altri nutrienti ed è necessario per far “fermentare” il terreno”.

    Ritorno alle pratiche tradizionali di coltura

    Steiner contrappone al sistema classico della monocoltura (uno solo tipo di prodotto per coltivazione che impedisce al suolo di autorigenerarsi), pratiche di coltivazione antiche come la rotazione delle colture, che usa lo stesso appezzamento di terra perseminare prodotti diversi nelle stagioni dell’anno.

    Utilizzo di composti biodinamici.

    I composti naturali sono usati in dosi minime, omeopatiche per curare la terra, le piante e i microrganismi.

    L’influenza cosmica

    Le forze della natura e quelle del cosmo sono connesse tra loro continuamente e interagiscono in un processo di reciproca influenza. Per questo è molto importante nelle pratiche agricole, tenere conto del costante influsso che tutti i pianeti, il sole e la luna esercitano sulle piante. Gli agricoltori hanno a disposizione il calendario lunare che li aiuta a riconoscere tali fasi.

    L’Agricoltura Biodinamica in Europa

    Sulla base di questi principi, verso la fine degli anni Venti si sperimenta il metodo biodinamico nelle fattorie di vari paesi europei.

    Negli anni ’40 i discepoli di Steiner approfondiscono scientificamente il nuovo sistema di coltura. E. Pfeiffer si occupa dello studio delle specifiche influenze delle sostanze biologiche sulla composizione del suolo, alla ricerca del nutrimento ottimale in relazione alle caratteristiche del terreno ed alle specie vegetali coltivate.

    Nello stesso periodo Lily Kolisko conduce esperimenti anche in campo zootecnico, utilizzando con successo i preparati biodinamici per la cura degli animali di allevamento.

    L’impiego dei preparati naturali in dosi omeopatiche, e gli effetti positivi riscontrati in agricoltura, riescono a dimostrare l’influenza delle sostanze utilizzate sul terreno, e accendono nuovi allarmi nei confronti dell’agricoltura convenzionale: anche riducendo al minimo il quantitativo dei concimi chimici utilizzati, gli elementi nocivi rimangono nel terreno, così come perdurano i loro effetti di alterazione sulla salute dell’ecosistema.

    Apporto dell’agricoltura biodinamica:

    Per la prima volta il metodo biodinamico fornisce indicazioni utili per migliorare la qualità del terreno senza l’impiego di sostanze nocive, nel rispetto della natura e delle varie parti che la compongono. Gli effetti positivi si riscontrano nella produzione di specie vegetali più forti e di prodotti migliori dal punto di vista nutrizionale, nell’allevamento di animali più sani e nella riduzione sensibile dell’inquinamento.