• Classificazione dei Cibi Vegetali

    Come classificare i cibi in una dieta crudista?

    Ho scritto questo articolo per fare chiarezza sulla classificazione dei cibi nel crudismo vegan, ma è utile per qualsiasi tipo di dieta (vegana, vegetariana o onnivora).  Le persone comuni da un certo punto di vista possono essere anche giustificate per non saper classificare un cibo, ma un nutrizionista, un dietologo e anche i medici dovrebbero saper classificare i cibi nelle varie categorie, invece spesso purtroppo ho constatato che non è così.

    Il crudismo è uno stile di vita che prevede principalmente il consumo di alimenti crudi, naturali, non raffinati e sta diventando sempre più diffuso anche in Italia per gli effetti benefici che può portare nell’organismo.

    I cibi possono essere classificati in molti modi in base a diversi punti di vista. Forse è per questo che c’è confusione nel crudismo, ma in qualsiasi altra dieta. L’ideale secondo la mia opinione è suddividere i cibi in base a come la natura li vede e li ha concepiti.

    Può essere un po’ difficile all’inizio, perché siamo abituati a pensare diversamente, ad etichettare tutto e a suddividere, ma vedendo il mondo dal punto di vista di una pianta, diventa tutto più facile.

    Una pianta non pensa in termini di quantitativi nutrizionali e neanche gli animali che mangiano quella pianta lo fanno, eppure sono molto più in salute del genere umano attuale.

     

    Classificare in base alla biologia

    Personalmente non mi è difficile, pur non avendo studiato biologia, catalogare il cibo in base alla frutta, alla verdura (foglie verdi) ai fiori, ai semi etc..

    Ad esempio la zucchina in che categoria rientra se vista dal punto di vista della pianta?

    Certamente nella frutta, visto che ha tutti gli elementi e le caratteristiche per esserlo. Ha la polpa con dei semi all’interno ed è il prodotto finale della pianta. Non è frutta dolce siamo d’accordo, ma biologicamente sempre di frutta si tratta ed è errato classificarla come verdura.

    Possiamo chiamarla frutto-ortaggio.

    Un altro errore comune riguarda la frutta secca. La frutta secca non ha niente a che vedere con i pistacchi o le mandorle.

    Per frutta secca intendo frutta essiccata, meglio se naturalmente, cioè al sole o a basse temperature e senza addittivi, zucchero aggiunto o conservanti.

    La frutta secca non è comunque da considerarsi un sostituto della frutta fresca e andrebbe utilizzata occasionalmente e mangiata a parte.

    Personalmente l’ho trovata molto utile in transizione e adesso la utilizzo raramente sia per la creazione di alcune ricette, sia per quando non ho a disposizione frutta fresca e sono in viaggio.

    Seccando la frutta avviene come hai visto una trasmutazione biologica degli elementi e inoltre il livello di calorie per grammo assunto aumenta considerevolmente.

    Per questo molti sportivi la utilizzano durante le loro performance. Ha un alto contenuto di zuccheri semplici in poco spazio e da quindi un bell’apporto energetico immediato.

    Inoltre può essere utile all’inizio alle persone molto magre che vogliono prendere peso col crudismo.

    Tra gli altri documenti di questo corso, nell’allegato F troverai una mappa più o meno chiarificatoria sulle varie categorie dei cibi più o meno adatti all’essere umano. Questa mappa NON tiene conto delle combinazioni alimentari, ma è utile ugualmente per capire quali parti della pianta mangiamo e perché.

     

    Qualità dei cibi

    Un altro utile modo di classificare il cibo è farlo in base alla qualità.

    Ci sono innumerevoli fattori che influiscono sulla qualità del cibo vivo che mangiamo ad esempio:

    • Trattamenti utilizzati durante la coltivazione
    • Metodo di coltivazione
    • Tipologia di terreno
    • Latitudine di coltivazione
    • Trattamenti utilizzati dopo il raccolto
    • Storia genetica del seme
    • Periodo di raccolto
    • Eventi climatici

    Tutti questi fattori e molti altri fanno la differenza ed influiscono sulla bellezza e sulle proprietà nutritive del prodotto finale che ne determinano la qualità e ovviamente anche il prezzo.

    In Italia, ma anche in gran parte del mondo in cui viviamo diciamo che è possibile suddividere il cibo in:

    • Commerciale
    • Biologico
    • Biodinamico
    • Casalingo
    • Spontaneo

    Vediamo di capire le differenze che ci sono tra queste categorie qualitative da cui proviene il nostro cibo:

     

    Il cibo commerciale

    La qualità del cibo commerciale varia a sua volta in base al paese di provenienza e alle norme che vigono in quel paese che vanno ad influire sul quantitativo di prodotti chimici utilizzati durante e dopo la coltivazione.

    Ci sono inoltre un’altra serie di fattori che non vado ad elencare.

    E’ la qualità di cibi più diffusa al mondo ed è solitamente il tipo di frutta e vegetali che troviamo nei nostri supermercati. In Italia vengono spesso utilizzate piante ibridizzate, risultato di anni di ricerca e sviluppo per avere il maggior quantitativo di prodotto finito con la minor spesa.

    Solitamente la qualità commerciale tiene molto più conto dell’aspetto esteriore del cibo piuttosto che delle reali proprietà nutritive.

    E’ per questo che nei nostri supermercati possiamo trovare a febbraio fragole grosse come mandarini e melanzane giganti. Solitamente questi cibi sono pompati di fertilizzanti chimici e innaturali per renderli belli, lucenti e molto più attraenti agli occhi dei consumatori.

    Fortunatamente in europa e in Italia abbiamo norme abbastanza restrittive per quanto riguarda l’OGM, a differenza degli USA, ma dobbiamo renderci conto che tutte le qualità di frutta e verdura che troviamo oggi nella grande distribuzione hanno subito ugualmente delle trasformazioni genetiche per mano dell’uomo.

    Inoltre la qualità della frutta e della verdura dipende molto dalla terra dove viene coltivata.

    I grandi coltivatori sottovalutano l’importanza del terreno nel processo di crescita. Il terreno è molto più di un supporto per le piante. Un terreno sano è vivo tanto quanto le piante che vi crescono. Il terreno respira, assimila ed elabora sostanze nutritive, contiene molte forme di vita e può crescere analogamente a quanto fanno le piante.

    E’ il terreno, che contiene miliardi di microrganismi e composti organici, che in realtà nutre e fornisce sostanze nutritive in una forma che le piante possono utilizzare.

    I terreni di oggi sono in gran parte impoveriti a causa di coltivazioni intensive, spesso per far crescere cereali o soia destinati più che altro all’alimentazione degli animali da allevamento.

    I fertilizzanti chimici utilizzati per arricchire il terreno impoverito non sono all’altezza in qualità di nutrienti rispetto ad un terreno naturalmente ricco di minerali e peggiorano solo la condizione di una terra già a rischio.

    Inoltre questi cibi commerciali vengono trattati con pesticidi durante la coltivazione, vengono raccolti acerbi per permettere un trasporto più facile e conservati in celle frigorifere anche per mesi e fatti maturare al momento con delle apposite camere a gas.

    Questi trattamenti danneggiano le proprietà nutritive del cibo e lo impoveriscono aggiungendo inoltre le sostanze chimiche che ingeriamo pensando di mangiare un prodotto sano e naturale.

     

    Cibo Biologico

    Adesso che la coltivazione biologica ha finalmente raggiunto la grande distribuzione, ed è in espansione per rispondere alla richiesta crescente dei consumatori, l’idea di acquistare prodotti coltivati con metodi biologici comincia a essere accettata da tutti. Fino a pochi anni fa la coltivazione bio era considerata una scelta poco soddisfacente. Molti coltivatori amatoriali erano ancora convinti che, senza trattamenti chimici, il raccolto sarebbe andato perso. La strada del biologico passava per un’inutile moda da vip dagli esiti incerti.

    Fortunatamente oggi questo modo di vedere sta cambiando e sempre più persone iniziano a cercare prodotti biologici e di miglior qualità. Per i produttori è oggi anche molto più facile trovare i materiali giusti per coltivare con metodi bio: dai prodotti di cura (fitofarmaci, antifungini, ecc.), ai terricci e concimi di natura organica.

    E’ anche più facile curare le piante rinunciando alla chimica, per arrivare a un raccolto di migliore qualità sia sul piano del  sapore che su quello della qualità nutritiva.

    Il risvolto della medaglia è che aumentando la richiesta è diminuita la qualità negli anni e ad oggi è difficile pensare che un prodotto biologico sia davvero biologico al 100%. Sia per via delle leggi europee che permettono l’uso di sostanze chimiche entro certi limiti sia per la vicinanza delle coltivazioni biologiche a falde acquifere inquinate.

    Infine devo ammettere purtroppo che in Italia il concetto di etica è ancora poco valorizzato tra i grossi e piccoli distributori che pur di vendere il prodotto spacciano per biologico quello che in realtà non lo è affatto.

    In genere comunque il biologico oltre a migliorare il prodotto finale in termini di quantità nutritive ha dei vantaggi ambientali non indifferenti di cui tutti dovremmo tener conto.

    Il cibo biologico non è solo nutrizionalmente superiore al cibo commerciale, ma è anche più gustoso e privo della maggior parte delle più pericolose sostanze tossiche che sono utilizzate nelle coltivazioni tradizionali.

    Per queste ragioni raccomando di acquistare frutta e verdura biologica il più possibile. Ad ogni modo se per te è un grosso problema sia per un discorso economico che di reperibilità non importa. La cosa più importante è trovare il miglior cibo che puoi, anche se non si tratta di biologico.

     

    Biodinamico

    La coltivazione biodinamica è stata inventata, o meglio scoperta dal filosofo austriaco Rodolf Steiner, fondatore dell’antroposofia, una disciplina che mira alla comprensione scientifica delle forze spirituali che agiscono nell’uomo e nell’ universo.

    L’agricoltura biodinamica (della forza vitale) si basa su concimi preparati con tempi e metodi particolari, semine in accordo coi cicli della luna e molte altre prescrizioni per una vera e propria filosofia della coltivazione della terra.

    Il risultato dell’applicazione di un’agricoltura biodinamica è un raccolto migliore sia in qualità sia in quantità rispetto ad ogni altro metodo di coltivazione esistente. I vantaggi sono quindi notevoli anche da un punto di vista economico per i produttori oltre che salutistico per il consumatore finale.

    I prodotti di agricoltura biodinamica dovrebbero essere completamente privi di pesticidi o sostanze chimiche e ovunque ti sia possibile cerca di promuovere questo splendido tipo di coltivazione acquistando i prodotti dalle aziende che lo applicano.

     

    Coltivazioni casalinghe

    Per molte persone in Italia rimane ancora la miglior fonte di approvvigionamento di verdura fresca. Sto parlando della coltivazione in proprio in un piccolo appezzamento di terra, il classico orticello dietro casa.

    Senza dubbio il controllo che hai sul prodotto finale è superiore a qualsiasi altro metodo e la soddisfazione di essere i co-creatori di quello che mangi può valere la fatica e il lavoro che c’è dietro.

    Puoi crearti il tuo piccolo orto anche se non vivi in aperta campagna. Un balcone o meglio uno spazio all’aperto lontano dall’inquinamento può essere un ottimo punto di partenza. Su internet troverai molti siti a riguardo.

     

    Le piante selvatiche

    Le piante selvatiche contengono in media 50 volte più nutrienti di quelle coltivate e vendute a livello commerciale. Ce ne sono di migliaia qualità commestibili solo in Italia, tutte spontanee nei nostri boschi e prati. Ovviamente ti raccomando di raccogliere solo quelle che conosci ed esclusivamente lontano da fonti di inquinamento. Per intenderci, il pratino della rotonda in città non è propriamente consigliato J.

    Per quanto riguarda la frutta se abiti in campagna sai benissimo che è possibile trovare frutti di bosco come lamponi, more, mirtilli, more di gelso, ma anche mele selvatiche, prugne, fichi etc… nei nostri boschi.

    In genere comunque è molto più facile trovare foglie verdi come il tarassaco, la piantaggine, la portulaca etc…

    Utilizza le piante selvatiche nei tuoi frullati verdi al posto della classica insalata da supermercato e starai assumendo uno dei migliori integratori esistenti al mondo, oltretutto completamente gratuito!

     

    Precisazioni sulla qualità dei cibi

    Credo che se hai acquistato questo corso tu sia già abbastanza consapevole e sensibile alla qualità del cibo che mangi. E’ piuttosto evidente che un cibo sano, cresciuto naturalmente senza sostanze chimiche (che poi ingeriamo) sia migliore sotto molti punti di vista.

    Questo però non significa che non dobbiamo comprare frutta al supermercato perché è inquinata, ma soprattutto non possiamo considerarla una scusa per consumare altri cibi non adatti all’essere umano, ma biologici o biodinamici.

    Faccio un esempio estremo: E’ molto meglio consumare grosse quantità di frutta e verdura chimicizzati piuttosto che fumare tabacco biologico!

    Categories: Alimentazione

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