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    Il prezzo dei prodotti biologici

    prezzo prodotti biologici

    Nel processo di diffusione sul mercato dei prodotti biologici, il prezzo di vendita assume un ruolo estremamente importante ai fini delle scelte di acquisto da parte dei consumatori e, di conseguenza, per l’affermazione e la crescita economica del comparto produttivo.
    Per un periodo piuttosto lungo, dopo un debutto commerciale “in sordina” presso rivenditori specializzati, l’acquisto di alimenti e prodotti biologici certificati ha subito un’azione frenante proprio a causa della consistente differenza di prezzo, riscontrata nei vari punti vendita, tra i prodotti ottenuti col metodo biologico e gli stessi alimenti derivati dall’agricoltura convenzionale.

    Ancora oggi si parla di un divario che oscilla tra il 30 e il 35% in più nel prezzo dei prodotti biologici, anche se alcuni canali distributivi (in particolare la grande distribuzione) si stanno impegnando per introdurre sul mercato degli articoli provenienti dal settore biologico a costi più accessibili.

    Il dibattito relativo al costo dei prodotti biologici si basa su tematiche e punti di vista complessi e discordanti tra loro. Prima di illustrarne gli aspetti più recenti è necessario considerare i fattori che contribuiscono a determinare un prezzo di vendita effettivamente più alto rispetto ai prodotti convenzionali in commercio.

    Costo di concimi e antiparassitari

    In agricoltura biologica si utilizzano antiparassitari e fertilizzanti naturali, in genere più costosi di quelli chimici.

    Minore resa produttiva

    Il metodo biologico pratica un tipo di agricoltura non intensiva, che prevede la rotazione delle colture e periodi di riposo per il terreno. Non si utilizzano sostanze chimiche per sfruttare la pianta al massimo delle sue potenzialità, ma si rispettano le produzioni spontanee, e i ritmi delle stagioni. Per questo motivo, il prodotto finale è sicuramente di buona qualità, ma la resa in termini di quantità è minore rispetto a quella di aziende che producono utilizzando i “trucchi” dell’agricoltura convenzionale.

    Maggior richiesta di manodopera

    L’agricoltura biologica usa tecniche di coltura che richiedono un impiego di manodopera maggiore rispetto al metodo convenzionale. Ciò comporta un aumento dei costi di produzione che influisce sul prezzo finale.

    Costo dei controlli e della certificazione

    Unico settore agricolo e zootecnico completamente disciplinato da una normativa europea, nazionale e regionale, il comparto biologico è assoggettato, per tutto il corso del processo produttivo, alla supervisione di organismi di controllo autorizzati. Sono strutture indipendenti, cui devono aderire, per legge, tutte le aziende che intendono produrre, trasformare e commercializzare prodotti ufficialmente riconosciuti come “biologici”. Ciascun produttore deve versare all’ente di appartenenza un importo annuale, in base ad un tariffario che varia secondo la tipologia dell’azienda.

    Sistema di distribuzione in fase di sviluppo

    Fino a poco tempo fa, i prodotti biologici erano reperibili soltanto in pochi negozi specializzati. Un settore di mercato così limitato non permetteva ai produttori di beneficiare delle economie di scala realizzate dalle aziende agricole convenzionali che distribuiscono grosse partite di merce, con conseguente abbattimento dei costi.

    Costo sì ma…

    Una delle argomentazioni più diffuse a favore dei prodotti biologici nel dibattito relativo al prezzo, è il fattore della qualità.
    Se i prodotti dell’agricoltura convenzionale possono essere acquistati a costi decisamente inferiori, quelli dell’agricoltura biologica possiedono dei requisiti in più: prima tra tutte la sicurezza di una produzione controllata e certificata. Si parla, pertanto, esclusivamente di prodotti genuini, ottenuti senza impiego di additivi chimici o altre sostanze dannose per la salute.

    Accanto a questo requisito di primaria importanza (ancor più dopo i recenti scandali legati alle sofisticazioni alimentari e all’impiego incontrollato di OGM), si può parlare di una maggiore qualità dei prodotti biologici anche dal punto di vista nutrizionale.

    Diversi studi hanno dimostrato che la frutta e la verdura ottenute con il metodo biologico hanno un minore contenuto di acqua e sono più ricche di vitamine, sali minerali ed oligoelementi.

    Altro fattore da non trascurare, è l’attenzione per l’ambiente. La scelta del cibo biologico costituisce un aiuto decisivo a favore della nostra salute, ma anche di quella del suolo, dell’acqua, dell’intero ecosistema di cui facciamo parte.

    Si può quindi sostenere che la maggiore spesa del consumatore è compensata dalla sicurezza di aver scelto un prodotto qualitativamente migliore da molteplici punti di vista.

    La situazione attuale

    La diffusione dei prodotti biologici nel nostro paese si manifesta come un fenomeno in continua crescita, e gli ambiti del suo sviluppo si evolvono con estrema rapidità. Per lungo tempo confinati alla vendita presso i negozi specializzati, di recente i prodotti biologici hanno conquistato l’attenzione della grande distribuzione organizzata, che ha deciso di riservare a questo tipo di articoli uno spazio specifico nei propri punti vendita su tutto il territorio nazionale. Dal negozio al mini-market naturale al supermercato, l’evoluzione continua, il mercato si differenzia e si potenzia la produzione.

    I benefici di questo sviluppo accelerato sono immediatamente riscontrabili in una riduzione dei costi: numerose catene di supermercati propongono linee di prodotti biologici a marchio proprio, garantendo ai consumatori prezzi maggiormente accessibili; sempre più spesso questo tipo di articoli sono oggetto di campagne promozionali, ponendosi in diretta competizione con i prodotti dell’agricoltura convenzionale.

    Allo stesso tempo si intravedono nuovi problemi, relativi ad una possibile evoluzione in senso “industriale” del comparto biologico.
    La compressione dei costi, potrebbe, secondo alcuni, comportare il ritorno alla monocoltura, ad una produzione “in serie” con minore impiego di manodopera, o addirittura alla scomparsa delle piccole aziende produttrici, sopraffatte dalle grandi catene e dalla distribuzione organizzata.

    Tra le soluzioni proposte, che comprendono la possibilità di ridurre il prezzo d’acquisto per il consumatore, assicurando allo stesso tempo la vitalità delle piccole aziende portatrici della vera “filosofia” del biologico, c’è l’idea di riorganizzare il canale distributivo riducendo al minimo i passaggi intermedi, potenziando la vendita diretta e le associazioni dei produttori.

    In questo senso, i piccoli produttori di oggi possono contare su uno strumento in più: la vendita on line tramite portali specializzati, che consente di ritagliarsi una propria vetrina e raggiungere, a basso costo, consumatori interessati al biologico su tutto il territorio nazionale. Un mezzo di comunicazione rapido, aggiornabile in tempo reale, che rende possibili nuovi scenari di mercato e di scambio in tutto il mondo.